Merenda sana: tutta la scuola si rimbocca le maniche
Stanchi delle solite merendine confezionate, gli allievi del Lewit, l'Istituto professionale per i servizi economico-aziendali e turistici di Merano, insieme alla Fondazione Vital hanno realizzato un progetto per una merenda sana, presentato ufficialmente oggi alla presenza di Richard Theiner, assessore alla sanità, Franz Plörer, direttore della Fondazione Vital, ed Eva Maria Brunnbauer, preside dell'Istituto.Un'alimentazione sana è essenziale per chi sta crescendo, e ancora di più per un buon rendimento scolastico. Il fatto che gli allievi del LEWIT abbiano voluto creare i presupposti per alimentarsi in modo sano e consapevole è un segno incoraggiante, un modello che speriamo faccia scuola. Così si è espresso oggi Richard Theiner, assessore alla sanità, presenziando alla cerimonia di presentazione del progetto.
Nell'autunno scorso, gli allievi dell'Istituto professionale per i servizi economico-aziendali e turistici di Merano (Lewit), stanchi di doversi accontentare delle merendine propinate loro dai distributori automatici, insieme alla Fondazione Vital decisero di darsi da fare per consumare finalmente una merenda più sana. Da quel momento, il progetto ha preso piede a ritmi incalzanti: si è nominato un gruppo di coordinamento composto di allievi, insegnanti e genitori, e con l'aiuto
della scuola professionale Emma Hellenstainer di Bressanone si è ideato un panino sano, gustoso e biologico. Come ha ricordato Elfriede Kirmaier, che ha seguito il progetto per la Fondazione Vital, sono proprio gli allievi i veri protagonisti dell'iniziativa merenda sana.
Le classi della sezione grafica pubblicitaria hanno anche ideato un logo e un nome per la merenda: Jule, acronimo di jung e Lewit. Inoltre, sono gli stessi allievi a gestire la distribuzione della merenda. I panini sani, infatti, sono prodotti dal panificio Schnalser, ubicato nelle vicinanze del Lewit, che ogni giorno li consegna alla scuola già imbottiti, accompagnati da frutta fresca e yogurt di produzione locale. Inizialmente erano gli allievi delle quinte a vendere le merende all'interno della scuola, ma da Pasqua il testimone è passato alle quarte. Nei primi tempi c'erano ancora intoppi organizzativi - ammette Florian Obkircher, coordinatore del progetto e allievo di quinta - ma ormai siamo una squadra ben affiatata e tutto procede liscio come l'olio.
La preside del Lewit, Eva Maria Brunnbauer, apprezza molto lo spirito di gruppo che si è creato sulla scia del progetto. Se all'inizio l'obiettivo era soprattutto di mangiare una merenda più sana a scuola, col tempo ne è scaturita una piattaforma comune che vede coinvolte tutte le sezioni, gli insegnanti e i genitori. Durante l'anno scolastico, ad esempio, in molte materie si è affrontato il tema dell'alimentazione. Un'altra ricaduta positiva sono stati l'impegno e il senso di responsabilità, due aspetti che hanno piacevolmente sorpreso le personalità del mondo scolastico, politico ed economico presenti alla conferenza stampa convocata dal Lewit. Il modo in cui è stato gestito tutto il progetto - hanno affermato molti di loro - può essere preso ad esempio dalle altre scuole.
Un dettaglio tutt'altro che trascurabile è che ai ragazzi del Lewit il progetto Jule non ha prodotto soltanto un beneficio tangibile per la propria salute, ma anche i fondi per la gita di maturità. Il panificio che fornisce i panini, infatti, si è impegnato a donare il cinque percento del ricavato della vendita alle quinte classi della scuola.

dott.ssa Ivonne Dauru Malsiner
Dott.ssa Michela Morandini
